Anche sull’edizione odierna del “Corriere dello Sport-Stadio” si continua a parlare della vicenda di cui abbiamo riferito ieri, inerente lo spionaggio che avrebbe subito la Juventus con accessi illegali a conti correnti e fughe di notizie.
Certe strane coincidenze temporali unite a notizie date in pasto a media, forse compiacenti, su atti che avrebbero dovuto restare segreti essendo coperti dal segreto istruttorio, hanno fatto alzare le antenne ai Magistrati umbri.
Esistono seri dubbi, suffragati da molti indizi, che ci fosse qualcuno che in qualsiasi modo anche poco lecito cercasse qualcosa che potesse configurare un’ipotesi di reato mettendone poi a conoscenza le Procure e, per la sfera sportiva, la FIGC nella persona del Presidente Gravina, al solo scopo di creare nocumento alla Juventus e ai suoi dirigenti e tesserati.
La fuga di notizie su fascicoli che erano coperti dal segreto istruttorio porta a pensare all’ esistenza di una o più talpe e questo è uno degli oggetti di indagine dei Magistrati perugini.
Chi, che poteva avere accesso agli atti, li ha passati ai media?
Tanti dubbi sembrano suffragati anche dalla sentenza della Cassazione che ha dichiarato l’incompetenza in merito della Procura di Torino sulla vicenda “Prisma” ordinando il passaggio degli atti e quindi del Processo alla Procura di Roma, sede della CONSOB, essendo la Juventus società quotata in borsa, facendo ripartire quindi l’iter giudiziario ordinario.
Ricordiamo che da quelle indagini della Procura sabauda sono partite le vicende giudiziarie sportive che hanno portato alla penalizzazione dello scorso anno, impedendo alla Juve di disputare la Champions League con notevole danno di immagine ed economico, oltre alle squalifiche di vari dirigenti e aver costretto il CdA a dimettersi in toto.
Andrea Agnelli fu costretto a dimettersi con tutto il CdA
Ma se queste pene sono state inflitte sulla base di indagini effettuate da parte di chi non aveva competenza a farle, sono legittime? Giusto chiederselo.
Cosa potrà succedere? Come abbiamo già detto ieri è giusto andarci cauti, anche perché dal punto di vista giuridico è molto difficile dimostrare certe accuse, ma, qualora si accertasse che c’è stato realmente un disegno per danneggiare la Juventus, la società ha il dovere di andare fino in fondo per tutelare la sua storia, i suoi tifosi e, non per ultimi, i propri azionisti, che da queste vicende hanno subito pure un danno economico.
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