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Tudor: una presentazione piena di juventinità

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La Conferenza Stampa del croato ha infiammato i cuori bianconeri

Juventinità, una parola che dentro di sé racchiude una miriade di significati, una parola che solo i veri juventini possono capire, un segno di identificazione che ci ha sempre reso diversi dagli altri, non diciamo migliori, semplicemente diversi.

La juventinità se non la vivi o non la hai vissuta non la spieghi, è un qualcosa che hai dentro e che respiri ogni volta che vedi le maglie bianconere in campo, ogni volta che sentivi parlare Boniperti o l’ Avvocato o che pensi ai grandi uomini che hanno vestito quei colori, da Zoff a Scirea a Del Piero, giusto per fare qualche nome, perché prima si diventa uomini alla Juve poi calciatori.

Quella juventinità che in questi anni è parsa perduta salvo qualche sporadica eccezione oggi è emersa come non mai nella Conferenza Stampa di presentazione di Igor Tudor.

Ovvio che dovremo attendere i risultati sul campo, ma sicuramente i tifosi bianconeri che hanno ascoltato le sue parole si sono emozionati, quell’ emozione che con il suo predecessore non c’ era e non per denigrarlo,  semplicemente lui non aveva vissuto la Juve né in società c’ era chi potesse spiegargliela, Tudor di questo non ne ha bisogno.

Ma poi parliamoci chiaro: tutte le Juve che hanno fatto la storia avevano quel DNA e è la prima cosa, chiaro che da sola non basta e questo lo ha ribadito pure lo stesso Tudor: “Altrimenti basterebbe fare allenare e giocare i tifosi …”, ma è un aspetto che manca da troppo tempo e ci fa piacere da bianconeri fino al midollo di averlo assaporato in quella mezz’ora come mai negli ultimi anni.

Le parole di Giuntoli

Prima di Tudor ha preso la parola Cristiano Giuntoli:

“Ci tengo a ringraziare Thiago Motta e il suo staff per l’ impegno profuso e voglio fare due precisazioni.

La prima sui rapporti fra me e lui che sono e restano di stima reciproca, sono convinto che farà un’ ottima carriera.

La seconda riguardo alle mie parole dopo Firenze (aveva detto che Motta sarebbe rimasto in sella, ndr): dopo le ultime partite non tanto per le sconfitte ma per il modo in cui sono avvenute visto che c’era la pausa Nazionali ci siamo presi del tempo per riflettere e analizzare a mente fredda e abbiamo ritenuto opportuno cambiare.

Specifico che Igor non è qui solo per il suo passato bianconero ma per quello che ha sempre dimostrato come tecnico sia sul lato sportivo che umano. Sarà il nostro allenatore sino al Mondiale per Club compreso poi non avremo difficoltà a sedersi e valutare se continuare insieme, ma siamo certi che sia la persona giusta per proseguire il nostro progetto”.

Tudor fra Giuntoli e Scanavino alla Conferenza Stampa di stamattina. “Qui non solo per il suo passato”, ha detto Giuntoli.

Sul contratto ha fatto una precisazione anche lo stesso tecnico: “Io non ho mai guardato i contratti. Dove avevo più anni se non ero convinto o mi rendevo conto che qualcosa non andava ho voltato pagina. Io faccio il mio lavoro allo stesso modo che sia per un mese o per più tempo. Poi logico che spero di stare qui dieci anni“.

Gli aneddoti raccontati a Perin

“Ho raccontato a Perin due episodi fra i tanti che mi sono successi quando ero qua. Ero appena arrivato e aspettavo il mio turno di fare i massaggi, toccava a me ma arrivò Zidane, gli dissi di passare avanti ma lui rifiutò perché toccava a me.

Un’ altra volta finita la partita mi tolsi i calzettoni e li appallottolai buttandoli nella cesta, arrivò Del Piero li riprese e mi disse: “Devi piegarli perché sennò Romeo (l’ addetto alla lavanderia del tempo, ndr) deve farlo lui. Ci metti pochi secondi”. La Juve è stata una scuola di vita per me, ragazzino ventenne, appena arrivato…”.

Alex Del Piero protagonista di uno degli aneddoti raccontati da Tudor ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )

“Tutte le partite sono importanti”

“Giocavamo il mercoledì in Champions contro grandi avversari e magari la domenica dopo in Campionato contro una squadra di bassa classifica, ma io vedevo i grandi campioni che mi circondavano che entravano in campo con lo stesso spirito…. Lo spirito è quello che non deve mancare mai e lo pretendo da subito, per la tattica ci vorrà un po’ di settimane dato che per le nazionali il primo allenamento al completo è avvenuto ieri. Ma senza lo spirito non si va da nessuna parte“.

L’ importanza dei tifosi

“I tifosi sono sempre stati importanti e mi aspetto uno Stadium già con il Genoa che darà grande aiuto… Pure loro devono trasmettere ai giocatori l’ importanza di essere la Juve…“.

“Lippi è la Juventus”

“Qui ho avuto grandi allenatori, Ancelotti, Capello, Lippi… Se io penso alla Juventus penso a Marcello, lui mi ha voluto qua, mi ha dato fiducia e mi ha insegnato tanto… Lippi è la Juventus….“.

“Il modulo? Va trovato quello adatto per i calciatori che si hanno …”

“Non è vero che ho sempre difeso a tre, i moduli vanno adattati ai giocatori che si hanno. Yildiz, Koopmeiners, Vlahovic sono grandi calciatori, devo solo trovare il modo di farli esprimere, ma con i grandi calciatori è più semplice…. Mi piace fare un gol più degli altri ma ciò non vuol dire trascurare l’ equilibrio, se vuoi attaccare devi fare bene le preventive ad esempio”.

“Vlahovic come Yildiz e Koopmeiners sono grandi giocatori. A me toccherà farlo rendere al meglio “.

La raccomandazione di papà Thuram

Thuram è un giocatore molto forte, lo ricordo ai tempi di Nizza. Ho parlato con suo padre e mi ha detto: “Se fa qualcosa di sbagliato dagli pure uno schiaffo”.

Gli ho risposto che non occorrerà, me ne hanno parlato tutti bene”.

“Locatelli Capitano”

Tutti devono prendersi le proprie responsabilità e andare nella stessa direzione, anche se chi gioca meno è meno contento. Il capitano sarà Manuel Locatelli, ha le doti giuste per farlo. Alla squadra devo dare un po’ di spensieratezza senza ansia e troppa pressione, ma anche cattiveria mentale, non trascurando l’aspetto tattico”.

“Locatelli ha le qualità per essere il Capitano”.

Sta tornando la Juve?

Più volte abbiamo scritto: “Ridateci la Juventus” perché quella che vedevamo era un’ altra roba.

Bene, il campo sarà giudice insindacabile ma stamattina, possiamo dirlo, abbiamo rivisto la Juve che conoscevamo.

Ovviamente speriamo non sia un episodio isolato.

Buon lavoro Igor!!!

 

 

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