La scelta di Motta e la sua gestione sarebbe stata la pietra tombale dell' esperienza di Giuntoli a Torino.
Stasera la Juventus è chiamata a un crocevia importante.
Al di là di essere la detentrice del trofeo, e quindi è obbligatorio onorarlo, un’ altra prestazione negativa o, ancor peggio, un’ eliminazione, metterebbe ulteriore benzina sul fuoco su una situazione già incandescente.
Alla luce delle assenze di Rouhi, Cambiaso e Douglas Luiz, di cui abbiamo parlato ieri ampiamente, quale sarà l’ undici di partenza per affrontare il Cagliari?
In porta pare scontato l’ impiego di Perin dopo due partite consecutive per Di Gregorio.
La linea difensiva potrebbe essere una sorpresa: spunta l’ ipotesi di Locatelli e McKennie arretrati a affiancare Savona e Kalulu, per fare rifiatare Gatti e Danilo che stanno tirando la carretta da un po’ date le indisponibilità di Bremer e Cabal.
Locatelli e McKennie più arretrati?
In mezzo Koopmeiners e Thuram e in avanti, dato per scontato Vlahovic, e siamo curiosi di vedere l’ accoglienza al serbo dopo quanto accaduto sabato, si potrebbe vedere Yildiz dietro di lui con Mbangula e Conceicao sugli esterni, con Nico Gonzalez che potrebbe subentrare a gara in corso.
Insomma, gli undici potrebbero essere questi:
Perin; Savona, Kalulu, Locatelli, McKennie; Koopmeiners, Thuram; Conceicao, Yildiz, Mbangula; Vlahovic
Una formazione quindi inedita, ma quello che conterà al di là dei nomi sarà vedere un atteggiamento diverso da quanto troppe volte visto quest’ anno contro le squadre medio/piccole, dove spesso si è scesi in campo con troppa supponenza e superficialità.
Il popolo bianconero vuole una Juventus che ha voglia di ammazzare l’ avversario non dandogli l’ impressione di potercela fare.
Una volta certe squadre venivano allo Stadium non diciamo rassegnate, ma con la consapevolezza che sarebbe stata dura fare risultato, ora invece ci credono e troppe volte i bianconeri gliene hanno dato modo.
E, a costo di essere noiosi, ci aspettiamo un intervento non di circostanza da parte della società sul momento delicato.
La società a oggi è stata ancora silente.
A ora non c’è assolutamente stato.
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