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La moviola: Maresca e VAR non convincono

L’ arbitro campano lascia correre troppo.

Stavolta Maresca non ha convinto. Se l’autorevolezza e la vicinanza all’ azione sono stati buoni,tranne in rare occasioni, a volte ha dato l’impressione di lasciare correre troppo.

Inizialmente puoi anche decidere di lasciar giocare, ma se poi vedi che la partita rischia di scapparti di mano devi porci un freno e Maresca non lo ha fatto.

L’episodio che ha fatto andare la partita in un verso sbagliato è stata la pallonata in piena faccia a Iling, rimasto tramortito a terra: da regolamento per i colpi alla testa il gioco va fermato immediatamente, Maresca non si è accorto della possibile gravità, ma doveva intervenire  l’ assistente di linea che era proprio davanti e far fermare azione.

L’ Atalanta ha continuato a giocare, i giocatori bianconeri non la hanno presa bene, e da lì gli animi si sono innervositi e Maresca ha perso il controllo.

Scarsa collaborazione fra la squadra arbitrale sia qui che, come vediamo dopo, sul contatto Hien/Vlahovic.

Un arbitraggio insufficiente che, buon per lui, passa in secondo piano non avendo inciso sul risultato.

Gli episodi

Sugli episodi poi pesano tre gravi errori, che come detto per fortuna il risultato non fa pesare, anche se sul primo è stato poco aiutato dal VAR.

54′ Ripartenza della Juventus: Vlahovic entra in area dalla destra e cade dopo un contrasto con Hien, che interviene in modo molto deciso sull’attaccante bianconero. Maresca lascia correre. Il difensore dell’ Atalanta inizialmente spinge con la spalla, ma dopo allarga il braccio vistosamente, però Maresca di questi contrasti non ne ha fischiato mezzo. Il problema grosso è che allarga pure la gamba prendendo quella del serbo. Era calcio di rigore e cartellino giallo per SPA (aver interrotto un’ azione potenzialmente pericolosa). Attenzione: se il rigore fosse stato assegnato non ci sarebbe stata la depenalizzazione del cartellino perché non è un intervento per tentare di giocare il pallone ma scorretto semplicemente per “fermare” l’avversario, e sarebbe stato il secondo giallo. Dalla posizione di Maresca dubitiamo abbia visto il contatto di gambe e abbia potuto valutare bene anche il braccio perché coperto dal corpo di Vlahovic stesso, per cui il VAR doveva aiutarlo.

Due minuti dopo viene fischiato un fallo a Pasalic su Rabiot che andava in ripartenza. Errore grave non dare l’ammonizione per aver interrotto un’ azione potenzialmente pericolosa, ammonizione che invece si prende Vlahovic per le proteste sull’ episodio precedente.

All’ 80′ Toloi calpesta Yildiz a terra: check del VAR ma giusto non intervenire, completamente fortuito.

A pochi minuti dalla fine fallo da rigore su Milik ma giustamente non assegnato perché il polacco parte in netto fuorigioco.

Stesso errore commesso in occasione del fallo Pasalic/Rabiot nel finale con Ederson che blocca Milik che si involava verso la porta con una vistosa trattenuta: anche qui fallo fischiato ma manca il giallo.

A proposito di fuorigioco purtroppo giusto il goal annullato a Vlahovic, come spiegato più volte con il SAOT non si sbaglia e un mm o un metro è fuorigioco. Poi si può discutere la regola ma quello è un altro discorso.

Il contatto Hien/Vlahovic, sarebbe stato rigore e secondo giallo per l’atalantino. Maresca non fischia e il VAR colpevolmente non lo richiama.

 

Leonardo Sensi

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