"Onorati di esserci"
Come riportato da Calcio e Finanza, Francesco Calvo, Managing Director Revenue & Football Development della Juventus, è intervenuto alla Commissione Istruzione e Cultura del Senato spiegando il perché della crisi delle società di calcio, toccando vari punti e dando le sue possibili soluzioni.
Ecco alcuni punti salienti del suo intervento.
“La crisi calcio italiano parte da lontano. Nel 2003, la Juve fatturava come tutte le più importanti società d’Europa. Intorno ai 230-250 milioni di euro. A 20 anni di distanza, siamo riusciti a doppiare questa cifra, ma le nostri rivali internazionali lo hanno quadruplicato. Il problema principale è che le norme italiane pensano siano solo un gioco e non un’ industria”.
Calvo ha poi dato possibili soluzioni, fra cui la riduzione, secondo lui imprescindibile, delle società professionistiche:
“Per noi è imprenscindibile un cambio di format dei campionati con una riduzione delle squadre professionistiche potrebbe, combinata con una riforma sui contratti dei calciatori introducendo più flessibilità, far rivedere il concetto stesso di mutualità che quello che sostiene tutte le categorie inferiori. Negli ultimi 6 anni la Juventus ha investito in Serie B e Lega Pro, tramite l’acquisto dei calciatori e premi di valorizzazione, quasi 500 milioni di euro. Stessa proporzione per gli altri club della massima serie…… La Serie A sostiene tutto il sistema. Il calcio italiano non è sostenibile e si rende necessario un intervento per renderlo economicamente sostenibile e stabilizzarlo”.
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