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La curva con Allegri. Striscione dei Viking.

Sempre più divisa la tifoseria allo Stadium e sui social.

Niente di nuovo sul fronte tifoseria: a una curva che incita dal 1′ all’ ultimo squadra e allenatore, si contrappone il resto dello stadio che invece fischia ogni errore, il tecnico e la curva stessa.

Striscione dei Viking

Uno dei gruppi storici della Sud bianconera, i Viking di Milano, ha pure esposto uno striscione che è stato pubblicato pure sui loro social.

Mister Allegri devi restare, con te al Mondiale vogliamo andare“, riferendosi ovviamente al Mondiale per Club che si svolgerà nell’estate del 2025.

La posizione è stata ribadita anche da uno dei capi del Gruppo, Loris Grancini, sotto il post asserendo:”Finché raggiunge gli obiettivi e sarà sulla nostra panchina sarà sempre uno di noi”.

Lo striscione dei Viking ha scatenato un acceso dibattito anche sui social oltre che allo Stadium

Le reazioni allo striscione e al post dei Viking

Come era lecito aspettarsi questa ennesima presa di posizione da parte di uno dei Gruppi più importanti della Sud, ha acceso un dibattito infuocato.

Tralasciando quei commenti in sui si asserisce che qualcuno paghi quelli della Curva per fare certe esternazioni o simili, che a nostro avviso lasciano il tempo che trovano e che riteniamo illazioni senza fondamento, ciò che si nota, e da mesi, è che abbiamo non due ma tre correnti di pensiero nel variegato mondo juventino: chi difende Allegri a oltranza, magari ammettendo che le prestazioni non siano eccelse ma che siano derivate anche da alcune della rosa, carenze societarie e fattori non da lui dipendenti, chi invece dà la colpa al tecnico per qualsiasi cosa succeda di negativo e coloro che invece, e almeno chi scrive è in questa posizione, pur non negando le responsabilità all’allenatore, ritengono che le colpe di queste stagioni disgraziate siano da suddividere fra lui, società e squadra.

 

La Curva coerente con quanto dichiarato

Non ci stupisce la posizione della Sud, che è coerente con quando è stato sempre affermato, cioè garantire il proprio sostegno incondizionato fino a quando la stagione non sarà finita, ma soprattutto è figlia di quella che dovrebbe essere la mentalità di chi si dice tifoso di una squadra: conta la maglia, non chi la indossa, chi è in panchina o dietro la scrivania.

Quando quella maglia scende in campo si soffre e si tifa per lei, punto.

Leggere di persone che si dichiarano juventine e sperano in sconfitte perché non sopportano l’allenatore ci fa trasecolare.

Attenzione, non diciamo che non si possa criticare, né che non si abbia il diritto di avere un’ opinione diversa, ma se si ama la Juventus ogni critica, ogni punto di vista deve avere solo un fine: il suo bene.

E il bene di una squadra di calcio è perdere o non raggiungere gli obiettivi?

Scusateci ma per noi questi non sono juventini!!!

Vorremmo venti giorni diversi

Alla fine della stagione mancano una ventina di giorni, ci piacerebbe vedere un clima diverso, per arrivare alla qualificazione Champions e alla vittoria della Coppa Italia.

Una volta finito tutto allora si tireranno le somme.

Questa divisione, lo abbiamo già scritto, non giova a nessuno, meno che mai a quella maglia che asserite di amare, figlia di un sogno di alcuni ginnasiali di quasi 127 anni fa.

Fino alla fine!!!

Conta quella maglia che quasi 127 anni fa nacque dal sogno di questi ragazzi.

 

 

Leonardo Sensi

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