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Alex Sandro – Juventus: nove anni di amore

Una storia iniziata nove anni fa che si è conclusa ieri.

Ieri si è chiuso un cerchio iniziato nove anni fa.

Era il lontano quando Alex Sandro arrivò a Torino dal Porto il 20 Agosto 2015 per la cifra di 26 milioni di euro.

Molti ironizzarono su questa spesa, non tanto per il valore del giocatore, ma per il fatto che appena un anno dopo si sarebbe liberato a parametro zero: “Vale la pena spendere tanto per un qualcosa che dopo pochi mesi avresti gratis?”.

Un ragionamento che apparentemente fila, in realtà fu una mossa intelligente della dirigenza bianconera, perché c’erano già club di Premier, City in primis, pronti a gettarsi sul brasiliano a Gennaio con ingaggi altissimi e rischiava di scatenarsi un’asta.

Le prime stagioni di Alex Sandro a Torino furono ottime, senza ombra di dubbio avevamo a che fare con uno dei migliori terzini (per dirla alla vecchia maniera) al mondo.

Contribuì in maniera sostanziale ai tanti trofei vinti e al cammino in Champions League del 2017, purtroppo chiuso con una sconfitta nella finale di Cardiff.

Il crepuscolo

Gli anni però passano per tutti e il brasiliano nelle ultime stagioni non è più riuscito a ripetersi a certi livelli, anche per problemi fisici frequenti e per la situazione della Juventus che era a fine ciclo con una società purtroppo suo malgrado coinvolta in situazioni extra campo che, gioco forza, hanno destabilizzato l’ ambiente.

È finito spesso nel mirino di critica e tifosi, anche per alcuni errori tipo quello all’ ultimo minuto dei supplementari nella finale 2022 di Supercoppa con l’ Inter che costò la partita.

Critiche a volte ingenerose

A mente fredda possiamo affermare che tante critiche sono state spesso ingenerose.

Intendiamoci, il brasiliano è andato sicuramente in calo, ma umanamente era impossibile pretendere che si ripetesse su certi standard per tanti anni in un calcio che va a mille all’ ora.

Ma soprattutto bisogna tener conto che i giocatori spesso rendono anche grazie a chi hanno intorno, alla situazione ambientale e di squadra.

Se poi analizziamo bene le prestazioni, molti dei suoi errori in campo erano dovuti anche a sbagli dei compagni nella fase difensiva e proprio a chi aveva accanto.

Per capirsi: un conto è avere la BBC con Buffon in porta, sai che se sbagli hai comunque qualcuno fortissimo che può rimediare e far passare in secondo piano la tua defaillance, un conto coloro che si sono avvicendati dopo.

Alex Sandro poi aveva come principale caratteristica la fase di spinta e la carta d’identità oltre ai guai fisici già citati lo hanno molto limitato in questo.

Grazie di tutto

Ieri il brasiliano ha raggiunto le 327 presenze con la Juventus, eguagliando Pavel Nedved quale straniero con più gettoni nella storia bianconera.

Personalmente ci sentiamo in dovere di ringraziarlo sia per quanto dato in campo che fuori: basta sentire negli anni i suoi compagni e i suoi allenatori per capire che eravamo di fronte a un professionista serio, sempre pronto a dare consigli ai più giovani e che sapeva stare al suo posto anche quando ha perso la titolarità senza fare alcuna polemica.

Auguriamo a Alex Sandro le migliori fortune per la fine della sua carriera e per il sempre più vicino “dopo calcio”, sapendo che nel suo cuore la Juventus avrà sempre una parte importante.

I giocatori (come i tecnici e i dirigenti) passano e la Juve resta, ma comunque chi ha sempre onorato la maglia e fatto il suo dovere da uomo prima che da giocatore merita solo applausi e Alex Sandro è uno di questi.

Arrivederci e in bocca al lupo per tutto!!!

 

Leonardo Sensi

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